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Manifesto dell'antisessismo italiano

Riporto il primo Manifesto dell’antisessismo italiano, elaborato con il contributo di più voci del movimento. In attesa del sito completo, qui ne sono raccolti i principi essenziali.

1. Uguaglianza tra tutte le persone

Uomini, donne e qualsiasi altra identità sono uguali nei diritti e nei doveri.

L’antisessismo è egualitario, perciò non accetta alcuna differenza di trattamento e di dignità tra le persone, su nessuna base: di genere, di orientamento, di etnia, di religione, di opinione politica.

2. Contrasto totale alla violenza

Ci opponiamo a qualsiasi forma di violenza e chiediamo tutele per tutti i cittadini che ne sono vittime.

Riconosciamo la diversa natura di molte dinamiche violente e riteniamo che debbano esserci spazi appositi di accoglienza e supporto costruiti sull’esigenza dei vari gruppi. Ogni centro antiviolenza, ogni sportello, ogni numero di assistenza, contribuisce allo stesso obiettivo rivolgendosi a utenze diverse.

3. Stop alla guerra tra i sessi

Riteniamo che l’attuale comunicazione pubblica e privata tenda a creare differenze e ostilità, alimentando lotte tra poveri.

Siamo contrari all’uso delle questioni maschili e femminili per contrapporre uomini e donne: pensiamo che la battaglia degli uni vada di pari passo con quella delle altre, e che i problemi di entrambi i sessi siano collegati e vadano affrontati in modo congiunto, con l’obiettivo di migliorare la vita di tutti quanti.

Il nemico non è il tuo concittadino, ma gli ostacoli oggettivi e concreti alla parità.

4. Responsabilità individuale

Le categorie sociali servono a comprendere fenomeni strutturali, ma non devono trasformarsi in presunzioni morali rivolte ai singoli individui. La responsabilità morale esiste ma è individuale, non collettiva: è della persona, non del gruppo di appartenenza.

Rifiutiamo la riduzione di realtà umane complesse e sfaccettate a un unico attore sociale.

5. Superamento dei ruoli di genere rigidi

Vorremmo costruire una società in cui l’espressione della persona sia libera da condizionamenti e costrizioni legati al genere.

La libertà di scelta deve essere garantita in ogni ambito: che lavoro fare, che aspetto avere, che tipo di vita condurre, che tipo di sessualità esprimere. Eventuali inclinazioni maggiormente presenti negli uomini o nelle donne non sono necessariamente da sradicare, purché non siano frutto di imposizioni e condizionamenti.

6. Autonomia economica e lavorativa

Crediamo che le politiche sul lavoro debbano puntare a garantire l’autonomia e la realizzazione di sé per tutti: ci battiamo per salari adeguati, opportunità di carriera che prescindano dal genere, condizioni lavorative che permettano una scelta libera e serena riguardo alla genitorialità. L’autonomia economica femminile è un vantaggio anche per gli uomini.

7. Genitorialità paritaria

Crediamo che uomini e donne, a prescindere dal loro orientamento sessuale e identità, debbano avere la possibilità di essere genitori.

Nel caso di coppie eterosessuali, entrambi i genitori devono avere gli stessi diritti e doveri nei confronti dei figli. Per questo chiediamo il congedo genitoriale paritario, che ridarebbe dignità e importanza alla figura paterna liberando al contempo la donna dal peso della cura famigliare, che spesso conduce al sacrificio della vita lavorativa e quindi alla riduzione dell’indipendenza economica.

In fase di separazione deve essere adottato il medesimo principio, evitando disparità di trattamento tra padri e madri.

8. Riconoscimento delle vulnerabilità maschili

Riteniamo che il discorso di genere vada ampliato, dando attenzione anche ai problemi maschili, come l’isolamento sociale, la maggiore esposizione alla violenza, l’abbandono scolastico, difficoltà educative e l’elevato tasso di suicidi e morti sul lavoro. Sono questioni sociali che meritano attenzione pubblica, non marginalità.

Non vediamo contrapposizione tra queste tematiche e quelle femminili.

9. Razionalità e uso del dato

La visione antisessista si basa il più possibile su un approccio rigoroso e razionale alla realtà, servendosi dei dati disponibili, tenendo conto delle diverse letture che se ne possono dare.

Il dogmatismo e le concezioni preconcette della realtà ostacolano un’analisi obiettiva: se il dato contraddice la nostra idea, dobbiamo essere in grado di cambiarla.

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