1. Il patriarcato viene trattato come una realtà indiscutibile
1. Il patriarcato viene trattato come una realtà indiscutibile
Il patriarcato, nel discorso femminista, viene spesso trattato come una verità indiscutibile, quasi fosse un assioma o un fenomeno dimostrato scientificamente. In realtà rimane una teoria sociologica complessa, un modello teorico mai univocamente verificato e dunque accettato: una possibile interpretazione della realtà, non un assunto autoevidente. Come ogni teoria, può e deve essere discussa, criticata, aggiornata alla luce dei fatti — non “venerata” come una certezza, magari solo perché ci sembra descriva la realtà in modo efficace, o perché non siamo in grado di pensare a ipotesi alternative.
Negazionismo patriarcale
Mettere in discussione il concetto di patriarcato, o anche solo sollevare dubbi sui suoi effetti concreti nella società contemporanea, viene spesso interpretato come una prova di connivenza con il sistema stesso. Se chiedi, ad esempio, in che misura certi svantaggi femminili siano ancora oggi realmente causati da un sistema patriarcale e non da altri fattori sociali, economici o culturali, non vieni visto come una persona che vuole capire: vieni percepito come parte del problema. Non c’è spazio per distinguere tra analisi critica e negazione della realtà: dubitare è, di per sé, considerato un atto di ostilità.
Origine e causa di ogni male
Il patriarcato viene presentato non solo come una struttura sociale di fondo, ma come la causa principale, se non l’unica, di tutte le difficoltà che le donne e le varie minoranze incontrano nella vita quotidiana. Problemi economici, relazionali, professionali, psicologici: tutto viene ricondotto a una matrice patriarcale onnipresente. Questa visione monocausale riduce la complessità della realtà, ignorando che i problemi individuali possono derivare da molteplici fattori — personali, economici, culturali — e che uomini e donne affrontano spesso difficoltà analoghe, seppure in forme diverse. Attribuire ogni sofferenza o ostacolo al patriarcato rischia di deresponsabilizzare le persone rispetto alla propria crescita personale, e al tempo stesso impedisce di analizzare le vere cause dei problemi in modo più accurato e utile. E se non si esplorano le cause reali, il rischio è di non arrivare mai a delle soluzioni reali.
Tutto è patriarcato (anche quello che non lo è)
Interessante anche notare come il patriarcato venga spesso considerato responsabile di tutto e del contrario di tutto.
Ci sono tanti femminicidi in Italia, dove la percezione comune è che siamo piuttosto indietro in quanto a parità di genere? Colpa del patriarcato.
Ci sono più femminicidi in un paese come la Svezia, che figura ai vertici delle classifiche internazionali di parità di genere? Colpa del patriarcato anche qui: gli uomini, frustrati dalla perdita di privilegi, si starebbero vendicando del miglioramento della condizione femminile — una “controffensiva patriarcale”.
Le donne hanno meno tutele degli uomini? Ovviamente, per via del patriarcato.
Le donne hanno più tutele? È perché il potere maschile le vuole mantenere dipendenti e succubi, costrette ad affidarsi a protezioni esterne: ancora una volta, patriarcato.
Dal punto di vista logico, però, questo approccio è problematico: se un’unica causa viene ritenuta responsabile di due effetti opposti e incompatibili — per esempio A e non-A — allora, di fatto, qualunque scenario possibile diventa automaticamente una “prova” della teoria. È un po’ come dire che il lancio di una moneta dimostra una certa ipotesi sia quando esce testa sia quando esce croce: in assenza di un criterio che permetta di distinguere quando l’ipotesi è vera e quando è falsa, il concetto perde potere esplicativo e si trasforma in un dogma non falsificabile.
La teoria del tutto
Infine, il patriarcato viene spesso evocato come una forza onnipresente e immanente, responsabile di qualsiasi male: dalla disparità salariale ai comportamenti molesti, dai problemi psicologici alle tragedie più gravi. In questa narrazione, anche gesti estremi e individuali come un l’omicidio di una donna da parte di un partner o un ex partner vengono spiegati non con le specificità del caso — dinamiche relazionali, contesto sociale, magari traumi o psicopatologie — ma come espressioni dirette di un sistema patriarcale. Il patriarcato diventa la causa, l’unica causa, dietro la maggior parte dei mali della società, purché affliggano prevalentemente le donne (almeno secondo la percezione condivisa, che non è detto sia quella reale). Emblematico è lo slogan sempre più ripetuto: “Il femminicida non è malato, è figlio sano del patriarcato.” Questa affermazione rischia di annullare ogni analisi concreta della complessità umana e sociale:
- Come se ogni uomo cresciuto in una cultura patriarcale fosse destinato alla violenza.
- Come se il femminicidio fosse un atto inevitabile, sistemico, non il prodotto tragico e aberrante di dinamiche specifiche.
Trasformare il patriarcato in una causa unica di ogni male che affligge le donne significa smettere di interrogarsi davvero sui fenomeni, di cercare soluzioni concrete e di restituire agli individui la loro capacità di agire e di scegliere. La complessità umana non si piega a spiegazioni semplicistiche: ridurre ogni tragedia a un unico colpevole significa rinunciare a capire davvero.
Esempi
[Il patriarcato è] la manifestazione e istituzionalizzazione del dominio maschile sulle donne e sui bambini nella famiglia e l’estensione del dominio maschile sulle donne nella società in generale. Ciò implica che gli uomini detengono il potere in tutte le istituzioni importanti della società e che le donne sono private dell’accesso a tale potere.
― Gerda Lerner, The creation of patriarchy, Oxford University Press 1986
Patriarcato invece è una parola più complicata e ha una parte ancor più difficile da far digerire agli uomini: quel sentore di colpevolezza generale che la ammanta è stato creato proprio per non far capire a cosa si riferisce.
— Lorenzo Gasparrini, Perché il femminismo serve anche agli uomini, Eris Edizioni 2020
È interessante notare che molte donne non si riconoscono come vittime di discriminazione; non si potrebbe trovare prova migliore della totalità del loro condizionamento.
― Kate Millett, Sexual Politics, Doubleday 1970
E se il patriarcato non lo vedi (o, ancor peggio, sei convinto/a che non esista più, che sia definitivamente tramontato) […] c’è una sola spiegazione: ci sei talmente dentro da non accorgerti che, in fondo in fondo, il patriarcato sei tu.
— Roberta Bruzzone, Patriarcato criminale, DeAgostini 2025
“Cos’è il patriarcato”: https://archive.ph/HzqQO
“Patriarchal Society According to Feminism”: https://archive.is/Lo5H9
“What is Patriarchy (And how does it hurt us all)?”: https://archive.is/64rC0 https://archive.is/YwIfL
“8 Marzo: Sì, il patriarcato esiste (ancora) nel nostro paese e noi lavoriamo per disarmarlo”: https://archive.is/96X5k
“La cultura patriarcale, in italia, è tutt’altro che sconfitta. E mai come oggi serve combatterla”, Giulia Di Bella: https://archive.ph/rMkM4
“How does Patriarchy affect us today?”, serie “Breaking Down Patriarchy” presentata da Amy McPhie Allebest: https://www.youtube.com/watch?v=4-QxjWeinAY


Letture e approfondimenti
Christina Hoff Sommers, The War Against Boys
- Critica l’uso ideologico di concetti come “patriarcato onnipresente” per spiegare ogni problema sociale.
Camille Paglia, Sexual Personae, Free Women, Free Men: Sex, Gender, Feminism
- Afferma che il patriarcato come spiegazione unica della sofferenza femminile è una narrativa “comoda” che ignora la biologia, la storia e la complessità umana.
Steven Pinker, The Blank Slate
- Analizza come certe ideologie sociali, incluso il femminismo radicale, tendano a costruire spiegazioni monocausali della realtà umana ignorando le basi psicologiche e biologiche.